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DAL 1965 RITORNA LA SAGRA A CORBOLONE

S. Antonio, a Corbolone, si festeggia a settembre. Chi avrebbe mai pensato che i tempi si evolvessero così in fretta!
Infatti solo nel 1965 il parroco di allora, assieme ad alcuni parrocchiani, dopo diversi anni di interruzione, volle provare a riattivare i Festeggiamenti di Corbolone da sempre dedicati a S. Antonio, ma non più a giugno bensì a settembre. Nel mese di giugno, all’epoca, i campi davano molto lavoro: c’erano i bachi da seta da allevare, il grano da raccogliere e mietere, il granoturco da zappare, tutto manualmente, ecc. e le scuole terminavano a mese avanzato. A settembre, invece, non vi erano grandi impegni nei campi; era poco sviluppata la coltivazione della vite, al massimo, fra i gelsi, si aveva qualche pianta di raboso o clinton che non richiedeva tanti trattamenti chimici per produrre quel poco d’uva che maturava molto tardi (ottobre o addirittura dopo); anche le scuole riprendevano nel mese di ottobre e la raccolta del granoturco ancora più tardi.

Settembre era proprio un mese di riposo “si fa per dire”, pochi infatti, all’epoca conoscevano il significato delle attuali “ferie”.
Il rapido progresso della scienza e della tecnica trasformò radicalmente e velocemente, anno dopo anno, la colivazione dei nostri terreni. L’arrivo di macchine sempre più moderne e veloci, l’uso di trattamenti chimici, le esigenze di mercato, lo sfruttamento dei terreni per una coltivazione più mirata e redditizia, invertirono la situazione. Attualmente nel mese di giugno c’è poco da fare nei campi e quel poco viene svolto dalle macchine. A settembre invece, si svolge il grande lavoro del vino, non ancora completamente meccanizzato e che non lascia la possibilità di rinvio a data successiva. Anche le scuole hanno modificato il loro calendario, anticipando il termine a metà giugno ponendo l’inizio a settembre. Malgrado tutto questo, i festeggiamenti di Corbolone continuano a progredire di anno in anno con un costante pizzico di innovazione senza tralasciare la tradizione.

La passione per gli uccelli e gli animali da cortile di “Bepi” contagiò tutto il Comitato Festeggiamenti e nel 1972 fu inaugurata una piccola mostra di uccelli e colombi che, anno dopo anno, si è ingrandita sempre di più sino a raggiungere l’attuale dimensione e denominazione di “Fiera di S. Antonio”, con grande apprezzamento non solo del pubblico locale ma anche di migliaia di visitatori provenienti da diverse altre province e regioni d’Italia.

Nel 1976, la passione di alcuni collaboratori per la “bicicletta” portò ad organizzare, nell’ambito di questi festeggiamenti, una corsa ciclistica per dilettanti di prima e seconda categoria di allora. Il “Trofeo S. Marco”, così fu denominato, ebbe enorme successo; peccato, però, che i costi divennero insostenibili per il Comitato e così, da un paio d’anni è stato sospeso (in attesa di qualche magnanimo sponsor sostenitore), lasciando il posto ad una non meno bella ed interessante “pedalata ecologica” lungo il percorso “C’era una volta il mare” che permette a tutti i partecipanti di scoprire le locali strade costeggiate da sconfinati vigneti e da un meraviglioso bosco ripristinato nel sito originale e in rapido e rigoglioso sviluppo.

Nel frattempo altre proposte di paesani collaboratori furono esaminate e messe in opera per migliorare gli intrattenimenti musicali e folcloristici, il menù ed il servizio offerto dagli addetti alla cucina, le strutture e altro ancora per rispettare le norme sulla sicurezza e sull’igiene sanitaria. Altra data sicuramente degna di nota riguarda la Mostra dei Vini, dove nel 1992 Patrick, uno dei nostri giovani, si presentò al Comitato festeggiamenti con la proposta di istituirla.

La garanzia della sua esperienza nel settore e del suo impegno per il buon esito dell’iniziativa ci convinse. La partenza fu sorprendente, meglio delle previsioni. L’impostazione era quella giusta, e azzeccata anche la denominazione e premiazione del Concorso “Marengo d’Oro”. Tutto ciò, non solo lo pensa la quasi totalità degli espositori, ma lo dimostra anche l’interesse dei visitatori, ai quali viene offerta l’opportunità di assaggiare e valutare di persona la bontà dei prodotti esposti. La Sagra di Corbolone, infine, era tradizionalmente ricordata dai nostri avi per “a nostro avviso” semplici manifestazioni, come: la processione di S. Antonio, le bancarelle con i “busuadi” ed i fuochi artificiali per qualche manciata di minuti illuminavano di tanti colori il fiume Malgher.

Tradizioni, queste, che nessun cittadino della nostra frazione vorrebbe far venir meno.

Renato Zecchetto
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